Carateristiche

 

Paese d'origine: Italia
Utilizzazione: cane da pastore utilizzato soprattutto per la guardia del gregge e della proprietà.
Classificazione FCI: I° Gruppo
Sezione Iª, cani da gregge non sottoposti a prove di lavoro

 

cane pastore maremmano-abruzzese

 

Brevi cenni storici:

 

antica razza da gregge le cui origini vanno ricercate in cani da pastore tuttora utilizzati in Abruzzo dove ancora oggi prospera la pastorizia e, in cani da pastore un tempo presenti nella Maremma toscana e laziale. Con la transumanza delle greggi da una regione all'altra, iniziava un naturale processo di fusione, in particolare dopo il 1860.

 

1 - Aspetto generale del cane

 

Il pastore maremmano abruzzese è un cane di grande mole, fortemente costruito, di aspetto rustico e nel tempo stesso maestoso e distinto. La conformazione generale è quella di un pesante mesomorfo, il cui tronco è più lungo dell'altezza al garrese; armonico rispetto al formato (eterometria) e relativamente rispetto ai profili (alloidismo).

 

2 - Proporzioni importanti

 

La lunghezza della testa raggiunge i 4/10 dell'altezza al garrese; la lunghezza del muso è inferiore di un decimo rispetto alla lunghezza del cranio, la lunghezza del tronco supera l'altezza al garrese di 1/18 di tale altezza. L'altezza del costato è leggermente inferiore al 50% dell'altezza al garrese. (Es. in un cane di cm. 68 al, garrese, l'altezza del costato è di cm. 32 circa).

 

3 - Comportamento e carattere

 

La sua funzione precipua di cane da guardia e difesa del gregge e delle proprietà in genere si evidenzia nello svolgimento di questo compito che assolve sempre con perspicacia, coraggio e decisione. Il suo carattere anche se fiero e alieno alla sottomissione, sa anche esprimersi in un devoto attaccamento al padrone e a ciò che lo circonda.

 

4 - Testa

 

Nel suo insieme la testa è grande e piatta di forma conica e ricorda la testa dell'orso bianco.

 

Regione cranica

 

Il cranio,si presenta alquanto largo nel suo diametro orizzontale, le sue pareti laterali si presentano alquanto convesse ed anche osservato di profilo il cranio si presenta convesso. Il comporta-mento degli assi longitudinali superiori denuncia una leggera divergenza dell'asse longitudinale superiore del cranio rispetto all'asse longitudinale superiore del muso. Il profilo superiore è come già detto, alquanto convesso. Le arcate sopracciliari sono moderatamente accennate. Il solco medio-frontale è poco marca-to. La cresta occipitale è assai poco evidente. Stop

 

La depressione naso-frontale deve essere poco accentuata. L'angolo naso-frontale è sempre molto aperto. Regione facciale Tartufo e naso

 

Abbastanza grosso, sulla stessa linea della canna nasale, con narici ben aperte e grandi, umido e fresco, pigmentato in nero. Visto di profilo non deve sporgere sulla linea verticale anteriore delle labbra; la sua faccia anteriore si trova sul medesimo piano verticale della faccia anteriore del muso. Muso

 

La sua lunghezza è inferiore di 1/10 alla lunghezza della testa. La sua profondità o altezza, misurata a livello della commessura deve raggiungere i 5/10 della sua lunghezza. La sua larghezza è determinate dall'andamento delle sue facce laterali che tendono alla convergenza, pur conservando la faccia anteriore del muso una superficie ancora piatta. La regione sottorbitale si presenta alquanto cesellata
.
Labbra

 

Le labbra superiori viste di fronte determinano al loro margine inferiore, cioè alla loro congiunzione, un semicerchio a corda molto stretta. Sono poco sviluppate in altezza, coprono appena i denti della mandibola e perciò la commessura labiale è poco accentuata. Di conseguenza il profilo laterale inferiore del muso è dato dalle labbra solo anteriormente mentre posteriormente è dato dalla mandibola e dalla commessura labiale. I margini labiali sono pigmentati in nero. Mascelle

 

Di apparenza robuste, con sviluppo normale e con impianto normale degli incisivi, regolarmente allineati e completi per sviluppo e numero. Guance

 

Moderatamente evidenti Denti

 

Denti bianchi, robusti, chiusura a forbice. Occhi

 

Non grandi in rapporto alla mole del cane, iride di color ocra o marrone scuro. Posizione laterale con bulbo ne infossato ne sporgente. Espressione intelligente e vigile. La rima palpebrale è a mandorla con margini palpebrali pigmentati in nero. Orecchie

 

Si trovano inserite molto al di sopra dell'arcata zigomatica, pendenti ma molto mobili. La forma è triangolare (a V) con apici a punta stretta e mai largamente arrotondati: le orecchie sono piccole rispetto alla mole del cane; la lunghezza dell'orecchio in un cane di statura media non deve oltrepassare i 12 cm. La base di inserzione è mediamente larga. E' tollerato l'orecchio tagliato limitatamente ai cani impiegati per il lavoro del gregge.

 

5 - Collo

 

Il profilo superiore è moderatamente convessilineo. La sua lunghezza non oltrepassa gli 8/10 della lunghezza della testa, perciò è sempre più corto di tale lunghezza. E' grosso, molto forte e muscolato, sempre esente da giogaia, e ricoperto di pelo lungo e folto che forma collare, particolarmen-
te vistoso nel maschio. 6 - Tronco

 

Fortemente costruito, la sua lunghezza supera di 1/18 l'h. al garrese.

 

Linea superiore

 

Rettilinea dal garrese verso la groppa, che invece è alquanto scoscesa. Garrese

 

Un poco elevato sulla linea del dorso: risulta largo per la distanza fra loro delle punte delle scapole. Dorso

 

Il profilo del dorso è retto. La sua lunghezza è di circa il 32% dell'h. al garrese. I lombi sono ben fusi con la linea del dorso: presentano solo una lieve convessità visti di profilo; i lombi hanno muscoli ben sviluppati in larghezza. La lunghezza dei lombi è di 1/5 dell'h. al garrese, mentre la loro larghezza eguaglia quasi la lunghezza. Groppa

 

Larga, robusta, muscolosa. La sua inclinazione (se considerate dall'anca all'inserzione della coda) è di 20° sull'orizzontale; ancora più inclinata (30° e più) se considerata sulla linea ileo-ischio. Perciò la groppa del p. maremmano abruzzese deve definirsi avallata. Costato

 

Ampio, scendente sino al livello del gomito, profondo, ben convesso, a metà della sua altezza. La circonferenza del costato deve essere di circa 1/4 superiore dell'altezza al garrese e il suo diametro trasversale (che è massimo a metà della sua altezza) deve raggiungere almeno il 32% dell'h. al garrese e va di poco diminuendo verso il basso si da permettere ancora ampia la regione sternale. La sua profondità deve raggiungere il 50% dell'h. al garrese. Le coste sono ben cerchiate e oblique; gli spazi intercostali sono ben estesi e le ultime false coste, lunghe, oblique e ben aperte. Profilo inferiore

 

Il profilo sterno-ventrale evidenzia una regione sternale lunga che si sviluppa a semicerchio a corda molto larga, che va dolcemente rimontando verso l'addome. Coda

 

La sua inserzione, data la groppa avallata, è situata in basso e oltrepassa il garretto del cane in stazione normale; tenuta pendente in riposo, è invece portata sulla linea del dorso nell'eccitazione, con la punta abbastanza ricurva. E' ben guarnita di pelo folto senza frange.

 

7 - Arti Arti anteriori

 

Appiombi corretti sia davanti che di lato. Lo sviluppo degli arti è in buona proporzione con lo sviluppo somatico e le singole regioni relative a detti arti lo sono pure fra loro.

 

Spalla

 

La spalla deve essere lunga, inclinata, fornita di forti muscoli e ben libera nei movimenti. La sua lunghezza è di circa 1/4 dell'h. al garrese. La sua inclinazione è da 50° a 60° sull'orizzontale. Braccio

 

Ben saldato al tronco nei suoi due terzi superiori, è fornito di forti muscoli. La sua obliquità varia da 55° a 60° sull'orizzontale. La sua lunghezza è circa il 30% dell'h. al garrese. La sua direzione è quasi parallela al piano mediano del corpo. L'angolo scapolo-omerale oscilla fra i 105° ed i 120°. Gomiti

 

I gomiti sono normalmente, aderenti al costato, coperti di, pelle morbida e rilassata. Debbono trovarsi in un piano parallelo al piano mediano del corpo. La punta del gomito deve trovarsi sulla perpendicolare calata dall'angolo caudale della scapola. L'angolo omero-radiale oscilla fra i 145° e i 150°. Avambraccio

 

Segue una linea retta verticale; ha forte ossatura. La sua lunghezza è leggermente superiore alla lunghezza dell'omero e poco meno di 1/3 dell'h. al garrese. L'h. di tutto l'arto anteriore al gomito è del 52,8% dell'h. al garrese. Carpo

 

Si trova sulla linea verticale dell'avambraccio. E' forte, asciutto, liscio, di buon spessore, con osso pisiforme ben sporgente. Metacarpo

 

La sua lunghezza non è mai inferiore a 1/6 dell'h. di tutto l'arto al gomito. E' ben asciutto, con minimo tessuto cellulare sottocutaneo. Visto di profilo si presenta leggermente steso. Piede

 

Grande, di forma rotondeggiante. Ha dita ben serrate fra di loro, ricoperte di pelo corto e fitto. Unghie preferibilmente pigmentate in nero: tollerato il pigmento marrone.

 

Arti posteriori

 

Gli appiombi sia di fronte che di profilo debbono risultare sempre corretti. Lo sviluppo degli arti posteriori è ben proporzionato al corpo e pure ben proporzionate fra loro risultano le diverse regioni attinenti agli arti.

 

Coscia

 

Lunga, larga, coperta di muscoli salienti, con margine posteriore leggermente convesso. La sua larghezza (misurata tra le sue facce esterne, da un margine all'altro) raggiunge i 3/4 della sua lunghezza. La sua direzione è alquanto obliqua dall'alto in basso e dall'indietro in avanti. L'angolo coxo-femorale è di circa 100°. Gamba

 

La sua lunghezza è di poco inferiore a quella della coscia cioè a dire il 32,5% dell'h. al garrese. La sua inclinazione è di circa 60° sull'orizzontale. L'ossatura è forte e la muscolatura è asciutta, con scanalatura gambale marcata. Ginocchio

 

Deve trovarsi in perfetto appiombo con l'arto: non deve risultare deviato ne verso l'interno ne verso l'esterno. L'angolo femoro-tibiale è alquanto aperto e la sua apertura oscilla fra i 135° ed i 140°. Garretto

 

La sua altezza è del 30,9% dell'h. al garrese. Molto larghe le sue facce. Di buon spessore. L'angolo tibio-metatarsico oscilla fra i 140° ed i 150°. Metatarso

 

Robusto, asciutto largo. La sua lunghezza è data dall'h. del garretto. Speroni da amputare se presenti. Piede

 

Come per l'anteriore ma più ovale.

 

8 - Andature

 

Passo lungo, trotto allungato.

 

9 - Pelle

 

Ben aderente al corpo e in ogni regione. Piuttosto spessa. Il pigmento delle mucose e delle sclerose deve essere nero: altrettanto dicasi per le suole dei cuscinetti digitali e plantari.

 

10 - Mantello

 

Pelo

 

Molto abbondante, lungo, piuttosto ruvido al tatto, ben aderente al corpo: tollerata una lieve ondulazione. Forma un ricco collare attorno al collo e limitate frange sul margine posteriore degli arti. E' invece corto sul muso, sul cranio, sugli orecchi, sul margine anteriore di tutti gli arti. La tessitura del pelo è semivitrea. La lunghezza del pelo sul tronco raggiunge gli 8 cm. Il sottopelo è abbondante solo nella stagione invernale. Colore

 

Bianco unicolore. Tollerate le sfumature avorio o arancio pallido o limone, purchè in numero limitato.

 

11 - Taglia e peso

 

Statura al garrese

 

Nei maschi da cm. 65 a cm. 73 al garrese, nelle femmine da cm. 60 a cm., 68 al garrese.
Peso

 

Per i maschi da 35-45 Kg. Femmine da 30-40 Kg. I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto.

 

12 - Difetti

 

Ogni deviazione dalle caratteristiche indicate nella descrizione delle varie regioni costituisce un difetto che deve essere penalizzato nel giudizio in rapporto alla sua gravità e alla sua diffusione, così come l'ambio continuato o la presenza degli speroni.

 

Difetti eliminatori

 

Testa: assi cranio-facciali convergenti, prognatismo accentuato deturpante. Coda: portata arrotolata sul dorso. Statura: al di sopra o al di sotto dei limiti indicati. Andatura: ambio continuato. Difetti da squalifica

 

Tartufo: depigmentazione totale. Canna nasale: decisamente montonina o concava. Occhi: depigmentazione moderata o bilaterale delle palpebre. Gazzuolo. Strabismo bilaterale. Mascelle: enognatismo. Organi sessuali: criptorchidismo monorchidismo, evidente deficienza di sviluppo di uno o di tutti e due i testicoli. Coda: anurismo, brachiurismo, sia congeniti che artificiali. Pelo: ricciuto. Colore: mantello isabella. Macchie isabella o avorio a margine ben netti. Sfumature di colore nero.

 

Carattere

 Il p.m.a. ha un carattere fiero, indipendente, poco docile e malleabile poiche' si e' formato attraverso secoli di vita dura e rischiosa a guardia delle greggi in condizioni ambientali sempre difficili ed a volte proibitive. Il p.m.a. e' dotato di grande coraggio, di resistenza, di capacita' di decisione, di iniziativa e di grande senso del dovere.Caratteristiche necessarie per un cane il cui compito e' quello di proteggere il gregge spesso lasciato alla sua sola custodia.

Il p.m.a., anche lontano dalla pastorizia, ha conservato uno spiccato senso di protezione del suo territorio, diffidenza verso gli estranei e autonomia nel comportamento. Non e' asservito al padrone da cui conserva sempre una certa autonomia. Obbedisce, ma secondo un suo metro di giudizio e soltanto se lo ritiene "giusto". Non e' un cane che manifesta il suo affetto e la sua devozione con grandi effusioni ed il suo comportamento e' privo di qualsiasi servilismo o smanceria. Il p.m.a. non e', quindi, un cane per tutti, non e' certamente adatto per coloro che desiderano dal cane sottomissione, ubbidienza incondizionata o grandi manifestazioni di affetto.Soltanto chi sa apprezzare la sua "diversita'", la fierezza del suo carattere e la sua natura semiselvatica può avvicinarsi al p.m.a. ed avere le massime soddisfazioni da questa splendida razza.

Considerando la particolarita' del suo carattere e' necessario, piu' che in altre razze, porre molta attenzione all'equilibrio caratteriale del cane, non dando preferenza ai soli caratteri morfologici come spesso accade in cinofilia. E' assolutamente necessario invece escludere dalla riproduzione tutti i soggetti, anche se molto belli morfologicamente, che manifestino problemi caratteriali.

Origini

 

e Origini ed il Lavoro
 
cane pastore maremmano-abruzzeseIl cane bianco da pecora, oggi pastore maremmano-abruzzese, e' intimamente legato alla storia millenaria della nostra terra e delle sue genti. La pittura, la letteratura, l'arte del nostro paese recano preziose testimonianze del mondo pastorale e del suo bianco guardiano. Le greggi dell'ltalia centro-meridonale, infatti, da sempre hanno avuto come impavido difensore il grande cane bianco, il "canis pastoralis" gia' descritto duemila anni fa da Varrone e Columella. Se si osserva un gregge di pecore al pascolo si distinguono tra gli ovini i bianchi cani guardiani , spesso sdraiati in posizione dominante per controllare meglio il territorio circostante. Il compito fondamentale di questa razza, la sua stessa ragione di vita e' la difesa del bestiame dai predatori ed in particolare dal lupo, che da sempre rappresenta un pericolo per le greggi nei pascoli montani. La pittura, la letteratura, l'arte del nostro paese recano preziose testimonianze del mondo pastorale e del suo bianco guardiano. Una citazione tra le tante possibili: gli affreschi di Ambrogio Lorenzetti nel palazzo Pubblico di Siena con le allegorie del buono e del cattivo governo raffigurano, gia' nei primi decenni del trecento, il nostro cane al seguito delle pecore. E chi non ricorda i versi di Gabriele D'Annunzio che, in "Alcyone", immortala il rito antico della transumanza?... "Settembre ,andiamo. E' tempo di migrare. Ora in terra d' Abruzzo i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare: scendono all'Adriatico selvaggio che verde e' come il pascolo dei monti -......Rinnovato hanno verga d'avellano. E vanno pel tratturo antico al piano quasi per un erbal fiume silente su le vestigia de gli antichi padri...." Ed il Carducci, cantando il Clitumno, fiume divinizzato dagli Umbri antichi, evoca con nostalgia pagana scene di un mondo pastorale in cui ninfe e naiadi animavano la natura incontaminata. "Ancora dal monte, che di foschi ondeggia frassini al vento mormoranti e lunge per l'aure odora fresco di silvestri salvie e di timi, scendon nel vespero umido, o Clitumno, a te le greggi" E in terra di Maremma scrive Curzio Malaparte: "Molte e strane sono le voci della maremma, ma la voce piu' familiare, la piu' nobile e antica e' la voce dei cani di maremma, dei cani pastori dal lungo pelo bianco e dalle orecchie attente e insieme pigre. Il loro latrato pieno di signorile indolenza copre ogni altra voce, si sposa al mormorio delle erbe selvatiche,al rombo della risacca, al fischio della tramontana,al nitrito dei puledri..E non v'e' certo nessun incontro piu' caro al cuore di quello dei bianchi cani maremmani che all'improvviso appaiono sul ciglio dei poggi o sul limitare delle selve di tamerici, fra le dune marine, il lungo pelame arruffato dal libeccio, l'occhio fulvo dove muore il delicato bagliore del giorno.Sono cani pastori, cioe' custodi del gregge, ma piu' che di greggi sono custodi anch'essi delle tradizioni di questa terra.Sono i fedeli custodi del paesaggio, dei prati,degli ulivi, dei cipressi, dei lecci dal nero fogliame, i custodi di questa magra terra dove appare l'impronta delicata e forte dell' Apollo etrusco dalle lunghe trecce di donna sparse sugli omeri atletici..." L'origine del cane e' molto antica e la sua presenza e' accertata, fin dall'epoca romana, in tutti i territori della penisola nei quali veniva praticata la pastorizia. L'Abruzzo, in particolare, per le caratteristiche del suo territorio, ha avuto fin dal III sec. a.c. un ruolo centrale nell'allevamento ovino e tale centralita' e' proseguita nel Medioevo e nei secoli successivi fino ai nostri giorni tanto che questa Regione può essere considerata il cuore della pastorizia transumante del nostro paese. Di conseguenza il cane bianco da pecora ha trovato, da sempre, la sua massima espressione e la sua maggiore diffusione nell'azienda ovina abruzzese che per la sua dimensione e per la presenza del lupo nel territorio doveva, necessariamente, avere numerosi cani da lavoro.Grazie alla tradizione pastorale di questa terra il cane ha mantenuto intatte, fino ad oggi, le sue caratteristiche funzionali e morfologiche. Il cane bianco difensore del gregge dai tempi piu' antichi e' chiamato in Abruzzo "cane da pecora". negli anni cinquanta l'Ente Nazionale della Cinofilia Italiana gli attribui' il nome di "cane da pastore maremmano abruzzese", che e' appunto l'attuale denominazione con cui viene registrato nel libro genealogico della razza. Con l'appellativo maremmano si e' voluto probabilmente sia evidenziare che il cane era diffuso anche in maremma e comunque in un aerale molto piu' vasto dell'Appennino abruzzese sia offrire un riconoscimento ai cinofili toscani che per primi si interessarono a livello amatoriale della razza, diffondendone la conoscenza fuori dei confini italiani e realizzando i primi allevamenti cinofili.

Il cane da pecora deve essere dotato di un grande attaccamento al gregge, che non viene mai lasciato incustodito, di un'assoluta assenza di istinto predatorio verso le pecore e di un forte senso di protezione verso gli ovini, unito ad un grande coraggio che lo porta persino ad affrontare il lupo. Nella lotta contro questo temibile predatore, il vantaggio competitivo del P.M.A., sta' nell'azione di gruppo: due, tre cani da pecora, infatti, sono in grado di opporsi con efficacia agli assalti del lupo. Il cane resta spesso solo al pascolo con gli ovini e pertanto deve fare affidamento soltanto su se stesso, sulla sua spiccata capacita' di iniziativa e sul suo straordinario equilibrio caratteriale che gli permette di valutare se e quando attaccare di fronte ad un pericolo, senza aggredire mai in modo sconsiderato limitandosi anzi, a meno di casi eccezionali, ad un'azione meramente dissuasiva. Poiché deve difendere il gregge sempre e comunque, il P.M.A. deve essere diffidente verso tutto ciò che può rappresentare un pericolo per le pecore e dovendo vivere all'aperto sia con i rigori invernali che con la calura estiva la sua costituzione deve essere molto robusta e resistente. Si comprende e si apprezza la vera natura della razza soltanto quando si osserva il cane al lavoro con il gregge nei grandi pascoli montani, con il lungo mantello bianco increspato dal vento, lo sguardo fiero, l'incedere lento e l'atteggiamento apparentemente distaccato, le orecchie spesso mozzate ed il vreccale, tipico collare di ferro irto di punte, che lo protegge dal morso del lupo. i cani lavorano sempre in branco e sono generalmente imparentati tra loro. Nel branco vige una ferrea gerarchia, vi sono cani di tutte le eta', dai cuccioli alle femmine, dai cani giovani al maschio adulto dominante che con il passare degli anni viene spodestato da un cane piu' giovane e piu' forte. Nel mondo pastorale la presenza del cane e' legata ,esclusivamente, alla lavorazione del latte poiche' la base alimentare del cane e' il siero che rimane dopo la preparazione del formaggio e della ricotta.11 suo costo di mantenimento risulta così praticamente nullo e questo spiega la presenza di numerosi soggetti in un singolo gregge. La dieta liquida e' a volte integrata con del pane secco ed arricchita periodicamente con le placente delle pecore al momento del parto.Nella tradizionale azienda ovina dell'Italia centrale l'inserimento al lavoro del giovane cane e' automatico e favorito dall'esempio dei cani adulti.La selezione per il lavoro che il pastore opera e' molto rigorosa e se il cane non ha le necessarie doti del buon cane da gregge e' rapidamente eliminato. Il contatto del cane con l'uomo, soprattutto nei primi mesi di eta', deve essere molto limitato per non correre il rischio che il cane, da adulto, preferisca la compagnia umana a quella delle pecore ed abbandoni il gregge per tornarsene a casa. In greggi non abituate alla presenza dei cani bianchi e' necessario che questi siano inseriti in modo graduale (se si tratta di cuccioli questi si possono far crescere con gli agnelli che impareranno così a conoscerli e non temerli).Se l'inserimento riguarda cani piu' grandi o adulti, che gia' hanno lavorato con le pecore, e' opportuno usare molta accortezza abituando gradualmente gli ovini alla presenza del cane dapprima legato o chiuso in un piccolo recinto dove gli ovini pascolano oppure in prossimita' dello stazzo . Soltanto quando le pecore si saranno abituate alla presenza dei cani accettandola, senza manifestazioni di timore, si potranno tenere i cani liberi con il gregge.
 

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Morfologia

 

La Morfologia
 
morfologia

La morfologia del p.m.a. non può essere separata ne' dalla funzione di guardiano del gregge che il cane svolge o che potenzialmente dovrebbe svolgere ne' dall'ambiente a volte molto difficile in cui compie il suo lavoro.La sua costituzione non deve essere mai leggera ed esile perche', un cane siffatto, non potrebbe svolgere con efficacia il suo lavoro di difensore del gregge, ne sopportare condizioni ambientali avverse e difficili. Il p.m.a. deve essere di taglia grande, di struttura potente, con un tronco di buona massa e con diametri trasversali ben sviluppati. La sua ossatura e' forte come la muscolatura che deve risultare ben sviluppata e tonica. Il cane non deve però risultare eccessivamente pesante poiche perderebbe in agilita' e rapidita' nella lotta contro il predatore e tenderebbe a stancarsi facilmente sia in caso di scontro con il lupo, sia negli spostamenti del gregge attraverso i pascoli.
Allo stesso tempo non deve avere abbondanza di pelle, ne un notevole sviluppo labiale che denotano sovente una costituzione linfatica e poco resistente.
Molto importante per la tipicita' della razza e' il mantello. Il suo colore e' bianco perche' piu' accettato dalle pecore e piu' distinguibile dal mantello del lupo. Il pelo e' lungo, ruvido al tatto, ricco di sottopelo invernale. Nei maschi forma un ricco collare sul collo funzionale allo scorrimento della pioggia e utile a proteggere la gola nella lotta. La lunghezza del pelo, la sua tessitura e la sua direzione devono essere tali da rendere il mantello del p.m.a. adatto alle avverse condizioni metereologiche che il cane incontra nella sua vita di guardiano. Anche la tipologia della testa deve essere espressione della sua funzione di difensore del gregge. Essa e' forte e potente, di forma conica senza però risultare appuntita. Il cranio e' largo,con il profilo moderatamente convesso . Il muso e' abbastanza lungo, ma mai appuntito, largo fin dalla base,ben sviluppato in altezza con convergenza moderata delle sue facce laterali in modo che la sua faccia anteriore sia ancora larga.11 suo sviluppo labiale deve essere contenuto, la mandibola e' ben sviluppata come struttura scheletrica,potente, ben visibile, mai sfuggente. Il cranio ed il muso, quindi, debbono essere potenti ed avere una struttura muscolare e scheletrica tale, da consentire al cane di afferrare e mantenere la presa nella lotta contro il predatore, aiutato in questo da un collo abbastanza corto, largo e ben muscolato.
Il cranio ed il muso, anche se potenti, non debbono pero' risultare pesanti e grossolani,debbono raccordarsi tra loro con linee dolci in modo che il profilo della testa sia morbido senza stacchi o salti marcati.
Anche il salto naso-frontale poco accentuato contribuisce alla linearita' ed alla morbidezza del profilo della testa del cane.

cane con gregge

L'orecchio e l'occhio del p.m.a. sono caratteristiche peculiari della razza che la fanno facilmente distinguere dalle altre razze bianche da pecora. L' orecchio e' piccolo, di forma triangolare, attaccato alto, pendente piatto lateralmente, meglio se leggermente obliquo all'indietro in stato di perfetta quiete, molto mobile in attenzione. L' orecchio tipico e' quello che lascia maggiormente sgombra la faccia, in pratica osservando la testa del cane di fronte, i padiglioni auricolari devono essere resi praticamente invisibili dal collare di pelo. L'occhio e' abbastanza piccolo rispetto alla mole del cane, di colore scuro, ben distanziato, a mandorla ed in posizione laterale (i famosi occhi tagliati che ancora oggi sono ben presenti nei cani di selezione rustica).
Le rime palpebrali sono ben aderenti al bulbo che non deve risultare ne' infossato ne' prominente. Lo sguardo e' vigile, intelligente e ridente.

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